Equitalia

Il precedente Governo Renzi ha annunciato a gran voce la rottamazione di Equitalia. Nonostante numerose testate e organi di stampa abbiano dato ampia attenzione al tema, i contribuenti sono ancora confusi. Cerchiamo di capire insieme come procedere.

 

Cos’è Equitalia?

Equitalia (ex Riscosssione S.p.A.) è una società per azioni incaricata di provvedere alla riscossione dei tributi su tutto il territorio nazionale ad esclusione della Sicilia nella quale invece opera Riscossione Sicilia.

Nel momento in cui un debito verso la Pubblica Amministrazione non viene onorato l’Agenzia delle Entrate comunica ad Equitalia la posizione “morosa” che dovrà agire per incassare le somme dovute: insomma una forma più evoluta del classico gabelliere.

Per incamerare queste somme, Equitalia emette la cartella di pagamento, meglio conosciuta come cartella esattoriale; si tratta di un documento attraverso cui informa il contribuente della sua posizione debitoria (c.d. iscrizione a ruolo), delle modalità di pagamento e di rateazione, per proporre ricorso e altre informazioni utili al contribuente.

Trattasi di un di un documento ufficiale che deve essere inviato a mezzo lettera raccomandata con ricevuta di ritorno; entro 60 giorni dal ricevimento della cartella il contribuente ha però la possibilità di fare ricorso perché ad esempio ritiene di aver già provveduto al pagamento della multa. Nell caso in cui invece non faccia ricorso, la cartella diventa “titolo esecutivo” nel senso che l’Agenzia delle Entrate potrà eseguire un sequestro, un pignoramento o l’espropriazione del bene e il fermo amministrativo di un veicolo di proprietà del debitore come automobili, moto, scooter e macchine agricole.

Se invece si provvede al pagamento del debito, queste forme coattive non potranno essere eseguite. In questo caso si consiglia di conservare le ricevute di pagamento almeno per 5 anni soprattutto per evitare il fenomeno delle “cartelle pazze”.

Tanti italiani hanno purtroppo ricevuto richieste di pagamento maggiorate anche di interessi e sanzioni del tutto inventate. Secondo le ultime stime quasi 217 miliardi sono inesigibili semplicemente perché si tratta di errori del “sistema Equitalia”.

Ma Equitalia è stata al centro delle cronache nazionali non solo per questo motivo. Di fronte a debiti irrisori di poche centinaia di euro, Equitalia maggiorava l’importo per interessi moratori fino ad 1/3 a cui seguivano anche procedure di ipoteca di immobili il cui valore superava anche di 100 volte il valore del debito iniziale. Proteste in piazze, bombe molotov lanciate contro gli uffici di Equitalia, dibattiti tra politici locali e nazionali sono sfociati nel tramonto del più grande esattore.

 

Da fisco vessatorio a fisco amico

La regione Lombardia ha fatto da apripista: da settembre 2016 non esiste più la cartella esattoriale ma un semplice avviso di pagamento che informi chi è in ritardo nei pagamenti.

Su questa scia si è mosso anche il governo Renzi che da ottobre 2016 ha annunciato il tramonto dell’odiata Equitalia. L’obiettivo del governo era introdurre un nuovo metodo di riscossione, meno vessatorio e che puntasse sulla maggiore compliance tra fisco e contribuente La nuova normativa prevede che dal 1° luglio 2017 tutte le società collegate ad Equitalia saranno sciolte e saranno rimpiazzate dall’ Agenzia delle entrate-Riscossione, un nuovo ente pubblico. Ma non è così semplice. Anzi. Affinché questo possa avvenire, è necessario che il governo emani entro il 30 aprile 2017 un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.  In tutto questo il cambio di poltrone Renzi-Gentiloni potrebbe allungare, se non addirittura, far slittare i tempi.

Ad ogni modo, la tanto conclamata rottamazione delle cartelle di Equitalia è attiva: cancellare Equitalia non significa cancellare anche le cartelle esattoriali. Il contribuente che abbia ricevuto una cartella (dal 2010 al 2016) potrà richiedere l’esenzione dalle sanzioni, dagli interessi di mora e di dilazione. In sostanza dovrà pagare solo l’importo residuo senza corrispondere alcunché: quasi uno sconto del 30-40% dell’importo.

Chi vuole può pagare in un’unica soluzione; tuttavia è anche possibile rateizzare l’importo (70% da versare entro dicembre 2017 e la restante parte entro settembre 2018). Chi non paga anche solo una rata, oppure lo fa in misura ridotta o in ritardo, decade da questa agevolazione.

Conviene aderire comunque alla procedura di condono anche nel caso in cui sia in atto un pignoramento o un’ipoteca: la procedura verrà interrotta e il debitore potrà pagare il proprio debito.

Non a tutti quindi conviene aderire: se il debito maturato è molto alto e non si dispone di liquidità, il versamento del 70% potrebbe essere addirittura svantaggioso.

 

Cosa deve fare il contribuente

Tutti i debitori di Equitalia potranno chiedere questo “sconto”, inclusi coloro i quali abbiano già cominciato a pagare il proprio debito con la rateizzazione. In questo caso però lo sconto si ottiene solo sull’importo residuo e gli interessi e le sanzioni già pagate non si recuperano. Inoltre per chi abbia una causa contro Equitalia dovrà abbandonare il giudizio e  solo successivamente fare domanda.

Entro il 31 marzo 2017 il contribuente che vuole aderire al “condono” dovrà compilare anche on-line un’apposita istanza (Modulo DA1) da inviare a mezzo e-mail o pec, o direttamente presso gli uffici dell’Agente della Riscossione. Dopo aver inviato la domanda, l’Agente comunicherà entro il 31 maggio al contribuente l’importo esatto complessivo e delle singole rate oltre al contestuale invio dei bollettini.

Avv. Edoardo Tamagnone

L'Avv. Edoardo Tamagnone è specializzato in Scienze Internazionali e Diplomatiche e ha conseguito il Master in Diritto Tributario. E' esperto nel campo della pianificazione patrimoniale e della fiscalità internazionale. Si occupa prevalentemente di questioni societarie e controversie in materia di diritto tributario. Il suo campo di attività è la gestione dei patrimoni esteri e l’assistenza nell’ambito delle successioni e del passaggio generazionale.

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