Fiscalità internazionale

Le parole chiave della fiscalità internazionale

Esiste una definizione classica di “fiscalità internazionale” (o diritto tributario internazionale), ossia quel complesso di norme giuridiche che fissano le regole finalizzate al eliminare, o quanto meno a ridurre, la c.d. doppia imposizione giuridica internazionale (o semplicemente “doppia imposizione”), id est il fatto che un soggetto, sia esso persona fisica o giuridica, venga tassato due volte, in diversi Stati, per lo stesso reddito, dato che gli Stati, in genere, applicano la tassazione sia sul reddito prodotto da parte dei propri residenti, sia sul reddito di fonte interna percepito dai soggetti non residenti.

La necessità di un’efficiente fiscalità internazionale è l’effetto, fra l’altro, di molteplici fenomeni recenti e concomitanti: globalizzazione, tendenza delle imprese ad espandere oltre i patri confini (l’Italia è un esempio plastico in tal senso), crisi economica, ecc.

Come dianzi cennato, ferma la libertà di ogni Stato di fissare le “regole impositive” nell’ambito del proprio territorio, esistono dei criteri internazionalmente riconosciuti secondo cui tale potestà impositiva può essere esercitata anche al di là dei confini, purché vi sia un qualche criterio di collegamento tra lo Stato e l’elemento da tassare: di questo, ma non solo, si occupa la fiscalità internazionale.

Esistono così dei criteri di collegamento a base personale (ad esempio, residenza, domicilio, dimora, sede legale, sede amministrativa, luogo dell’oggetto sociale, ecc.), sia a base reale (ad esempio, fonte del reddito).

Ed invero, ci sono Stati che hanno tutto l’interesse a tassare i profitti ottenuti nel proprio territorio per sostenere la loro economia pubblica e, viceversa, Stati che hanno un interesse diametralmente opposto, ossia quello di concedere trattamenti fiscali di favore al fine di attrarre gli investimenti nel proprio ambito territoriale.

La finalità della fiscalità internazionale è proprio quella di evitare che i redditi prodotti dalle imprese siano tassati più volte nei vari Stati coinvolti (la più volte citata doppia imposizione), ovvero che non vengano tassati mai in alcuno Stato.  

Le regole di fiscalità internazionale si pongono un fine ultimo molto ambizioso: favorire, in aderenza ai valori fondanti dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), uno sviluppo di un mercato globale libero e neutrale, combattendo la concorrenza fiscale distorsiva e nociva, per assicurare il benessere dei popoli a livello internazionale.

 

Avv. Giovanni Cicchitelli