Il passaggio dell’eredità/patrimonio (seconda parte)

La capacità di succedere

Determinare il momento esatto della morte del de cuius è funzionale all’individuazione dei soggetti chiamati a succedere. Da qui il concetto di capacità a succedere: per legge, sono capaci a succedere tutti coloro che sono nati (vivi) e che siano ancora viventi al momento dell’apertura della successione.

L’articolo 462 del codice civile, tuttavia, contiene alcune “eccezioni”: sono capaci a succedere anche “i concepiti” al tempo dell’apertura della successione e, in ipotesi di successione testamentaria, hanno capacità a succedere anche i figli di una determinata persona vivente al momento dell’apertura della successione, seppur non ancora concepiti (i c.d. concepturi). 

In ipotesi in cui due persone siano morte pressoché nello stesso momento e non vi sia possibilità di accertare quale delle due sia sopravvissuta, anche per un breve periodo, all’altra, si applica la c.d. “presunzione di commorienza”, ossia tutte si considerano morte nello stesso momento (cfr. art. 4 del c.c.).

Un caso eclatante di superamento della presunzione di commorienza: il delitto Casati Stampa

Un caso (anche criminologicamente) interessante di premorienza è quello noto alle cronache come “delitto Casati Stampa (o delitto di via Puccini)”: un efferato duplice omicidio/suicidio commesso nell’elegante quartiere romano dei Parioli, in via Puccini, la sera del 30 agosto 1970, in cui morirono Anna Fallarino (di anni 41) e il suo amante venticinquenne Massimo Minorenti, per mano di Camillo II Casati Stampa di Soncino (di anni 43), marito della Fallarino, poi suicidatosi. 

Camillo Casati Stampa apparteneva ad una famiglia di antica nobiltà, pare imparentata con la vera Monaca di Monza. Una successiva perizia medica stabilì che la moglie era morta sul colpo, al primo sparo di fucile da caccia calibro 12 che Camillo Casati Stampa aveva esploso contro di lei, premorendo al marito

Tra le proprietà del marchese Camillo Casati Stampa, oltre alla residenza di Roma e a Palazzo Stampa di via Soncino in Milano, vi erano le numerose residenze sparse nel milanese, tra cui Villa San Martino ad Arcore e l’immensa tenuta che la circonda, divenute poi di proprietà di Silvio Berlusconi attraverso una vicenda rocambolesca che ha visto anche il coinvolgimento di un giovane avvocato: Cesare Previti

Cesare Previti, infatti, “curava gli interessi” di Anna Maria Casati Stampa di Soncino, figlia di primo letto di Camillo, la ragazza che nel 1970 restò orfana all’improvviso e tragicamente, ereditando così tutto il patrimonio del casato, tra cui proprio Villa San Martino ad Arcore.

Il luogo di apertura della successione

Il luogo in cui si apre la successione non coincide con quello in cui è avvenuta la morte, bensì con quello in cui il de cuius aveva fissato l’ultimo domicilio, ossia il centro principale dei propri affari ed interessi. Tale luogo è funzionale principalmente alla corretta individuazione del Tribunale competente per le azioni ereditarie (cfr. art. 22 del c.p.c.) e per la tenuta del registro delle successioni, in cui vengono annotati gli atti e le dichiarazioni indicate dalla legge (cfr. artt. 52 e 53 disp. att. c.c.).

Avv. Giovanni Cicchitelli

Avv. Edoardo Tamagnone

L'Avv. Edoardo Tamagnone è specializzato in Scienze Internazionali e Diplomatiche e ha conseguito il Master in Diritto Tributario. E' esperto nel campo della pianificazione patrimoniale e della fiscalità internazionale. Si occupa prevalentemente di questioni societarie e controversie in materia di diritto tributario. Il suo campo di attività è la gestione dei patrimoni esteri e l’assistenza nell’ambito delle successioni e del passaggio generazionale.

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