Il reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (seconda parte)

l’articolo 1, lett. A) del d.lgs. N. 74/2000

È l’articolo 1, lett. a) del D.Lgs. n. 74/2000, a precisare che “per “fatture o altri documenti per operazioni inesistenti” si intendono le fatture o gli altri documenti aventi rilievo probatorio analogo in base alle norme tributarie, emessi a fronte di operazioni non realmente effettuate in tutto o in parte o che indicano i corrispettivi o l’imposta sul valore aggiunto in misura superiore a quella reale, ovvero che riferiscono l’operazione a soggetti diversi da quelli effettivi”, facendo, quindi, riferimento ad operazioni inesistenti sia in senso oggettivo che soggettivo. 

Si nota ictu oculi come, in tal caso e a differenza di quanto già visto in merito al reato di dichiarazione infedele, la rilevanza penale del comportamento non sia subordinata al raggiungimento di parametri quantitativi riferiti all’ammontare degli elementi stessi e/o all’imposta evasa.

La non punibilità del “tentativo”

Le Fiamme Gialle, nel già citato documento recante il Manuale operativo in materia di contrasto all’evasione e alle frodi fiscali, approfondiscono anche aspetti diversi, precisando ad esempio che il soggetto che detenga soltanto le fatture relative ad operazioni fittizie emesse da altri oppure le annoti in contabilità senza trasfonderne le risultanze in dichiarazione non può essere chiamato a rispondere in sede penale neanche a titolo di tentativo, stante il chiaro disposto dell’art. 6 del D.Lgs. n. 74/2000. 

Giova, al riguardo, segnalare come l’articolo 6 del D.Lgs. n. 74/2000, preveda con dettato sintetico e diretto che i delitti previsti dagli articoli 2 (qui in commento), 3 (dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici) e 4 (dichiarazione infedele) non siano comunque punibili a titolo di tentativo, probabilmente poiché trattasi di delitti in materia di dichiarazione configurabili soltanto con il compimento definitivo del comportamento censurato.

Lo scopo della previsione che esclude la punibilità a titolo di tentativo, ricordano i militari, consiste nel lasciare la possibilità al contribuente vistosi scoperto in occasione di controlli fiscali, di ravvedersi spontaneamente, presentando – ove non lo abbia già fatto e qualora non siano ancora scaduti i relativi termini – una dichiarazione veritiera e corretta, garantendo all’Erario l’immediata percezione del debito d’imposta.

Avv. Giovanni Cicchitelli

Avv. Edoardo Tamagnone

L'Avv. Edoardo Tamagnone è specializzato in Scienze Internazionali e Diplomatiche e ha conseguito il Master in Diritto Tributario. E' esperto nel campo della pianificazione patrimoniale e della fiscalità internazionale. Si occupa prevalentemente di questioni societarie e controversie in materia di diritto tributario. Il suo campo di attività è la gestione dei patrimoni esteri e l’assistenza nell’ambito delle successioni e del passaggio generazionale.

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