Modalità di finanziamento dell’impresa e convenienza fiscale: uno sguardo d’insieme

Al fine di far fronte alle esigenze legate alla loro operatività, le imprese sono in linea di massima libere di finanziare i propri investimenti sia mediante indebitamento che mediante iniezioni di capitale, ovvero adottando un mix di entrambe le soluzioni.

Socio e creditore 

Dal punto di vista del soggetto che mette a disposizione risorse finanziarie in favore di una società, possiamo rilevare in primis una fondamentale differenza: a fronte di un conferimento di capitale, il conferente acquista la qualifica di socio (assumendo diritti e obblighi che ne derivano); di converso, colui che concede un finanziamento ad una società acquisisce unicamente il titolo di creditore, senza essere investito, in via di principio, di diritti e obblighi generalmente spettanti ai soci.

Conseguenze fiscali

Diverse anche le conseguenze fiscali: il socio subirà l’imposizione fiscale sui dividendi (auspicabilmente) distribuiti dalla società nella quale avrà investito, con diverse modalità ed aliquote dipendenti dalla propria condizione (persona fisica – avente qualifica di imprenditore o meno – vs. persona giuridica) e dalla propria localizzazione (socio residente vs. socio non residente). 

Il soggetto finanziatore sarà soggetto ad imposizione sul profitto tipicamente realizzato in costanza di un finanziamento, id est l’interesse, con termini e modalità diverse, anche discendenti dall’essere residente o non residente in Italia. 

Altrettanto articolata è la posizione del soggetto che si approccia all’esterno onde reperire le predette risorse, soprattutto dal punto di vista fiscale.

In questo caso, infatti, sino ad oggi la scelta di convenienza si è principalmente basata da un lato sulla possibilità di dedurre gli interessi passivi (realizzati in caso di indebitamento) e, dall’altro, sulla possibilità di usufruire del beneficio ACE – “Aiuto alla Crescita Economica”, contemplato per le ipotesi di incremento di capitale proprio delle imprese.

Le novità in arrivo

L’anno che si sta chiudendo ha portato al riguardo diverse novità, che impatteranno significativamente sulle scelte operate dalle imprese in sede di pianificazione.

In primo luogo, il DDL di Bilancio per il 2019 prevede l’abrogazione dell’ACE (contemplando la possibilità di “riporto in avanti” delle eccedenze al 31 dicembre 2018), che pur aveva costituito in passato un buon incentivo alla capitalizzazione delle imprese; in secondo luogo, il D.Lgs. di recepimento della Direttiva ATAD (“Anti Tax Avoidance Directive”, no. 2016/1164, recante disposizioni contro le pratiche di elusione fiscale) modifica significativamente – tra le altre cose – l’articolo 96 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (“TUIR”), recando diverse novità in merito alle definizioni di ROL (“Risultato operativo lordo”, parametro per la deduzione degli interessi passivi) e di interessi passivi, nonché circa le possibilità di riporto in avanti delle eccedenze.

I successivi interventi saranno incentrati sui diversi punti in questa sede solo introdotti ed accennati.

 

Avv. Giovanni Cicchitelli

Avv. Edoardo Tamagnone

L'Avv. Edoardo Tamagnone è specializzato in Scienze Internazionali e Diplomatiche e ha conseguito il Master in Diritto Tributario. E' esperto nel campo della pianificazione patrimoniale e della fiscalità internazionale. Si occupa prevalentemente di questioni societarie e controversie in materia di diritto tributario. Il suo campo di attività è la gestione dei patrimoni esteri e l’assistenza nell’ambito delle successioni e del passaggio generazionale.

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