Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza: non più fallimento, ma “liquidazione giudiziale”

Dal Regio Decreto 16 marzo 1942, n. 267 al D.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5

Il fallimento, originariamente normato solo dal Regio Decreto 16 marzo 1942, n. 267, nel tempo ha visto modificata la propria disciplina svariate volte, come ad esempio con la riforma introdotta dal D.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5, emanato sulla base della legge 14 maggio 2005, n. 80.

Tutte le innovazioni operate dal Legislatore, in primis il c.d. “concordato preventivo” di cui al succitato  D.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5, sono accomunate dalla medesima ratio: all’originaria natura sanzionatoria e liquidatoria del fallimento, basata sull’idea “decoctor ergo fraudator” e con la sottesa finalità di espungere l’imprenditore insolvente (cioè non in grado irreversibilmente di onorare i propri debiti) dal mercato e a liquidarne il patrimonio, si è nel tempo sostituita l’idea di consentire all’imprenditore commerciale, che si trovi in uno stato di crisi diverso dall’insolvenza, il mantenimento dell’attività di impresa, attraverso una serie di istituti tesi a garantire fondamentalmente il soddisfacimento di coloro che avevano fatto affidamento sulla bontà dell’impresa: i creditori.

Il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza

È seguendo questo fil rouge che il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della giustizia Alfonso Bonafede, il 10 gennaio 2019 ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo che, in attuazione della legge 19 ottobre 2017, n. 155, introduce il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.

Finalità

Come si legge nel comunicato ufficiale all’uopo diramato, il Codice ha l’obiettivo di riformare in modo organico la disciplina delle procedure concorsuali, con due principali finalità

  • – consentire una diagnosi precoce dello stato di difficoltà delle imprese; 
  • salvaguardare la capacità imprenditoriale di coloro che vanno incontro a un fallimento di impresa dovuto a particolari contingenze.
Tra le principali novità

Sempre in base al predetto comunicato ufficiale, cono state rese note la principali novità introdotte:

“Si sostituisce il termine fallimento con l’espressione ‘liquidazione giudiziale’ in conformità a quanto avviene in altri Paesi europei, come la Francia o la Spagna, al fine di evitare il discredito sociale anche personale che anche storicamente si accompagna alla parola ‘fallito’;

si introduce un sistema di allerta finalizzato a consentire la pronta emersione della crisi, nella prospettiva del risanamento dell’impresa e comunque del più elevato soddisfacimento dei creditori;

si dà priorità di trattazione alle proposte che comportino il superamento della crisi assicurando continuità aziendale;

si privilegiano, tra gli strumenti di gestione delle crisi e dell’insolvenza, le procedure alternative a quelle dell’esecuzione giudiziale;

si uniforma e si semplifica la disciplina dei diversi riti speciali previsti dalle disposizioni in materia concorsuale;

si prevede la riduzione della durata e dei costi delle procedure concorsuali;

si istituisce presso il Ministero della giustizia un albo dei soggetti destinati a svolgere su incarico del tribunale funzioni di gestione o di controllo nell’ambito di procedure concorsuali, con l’indicazione dei requisiti di professionalità esperienza e indipendenza necessari all’iscrizione;

si armonizzano le procedure di gestione della crisi e dell’insolvenza del datore di lavoro con forme di tutela dell’occupazione e del reddito di lavoratori”.

Avv. Giovanni Cicchitelli

Avv. Edoardo Tamagnone

L'Avv. Edoardo Tamagnone è specializzato in Scienze Internazionali e Diplomatiche e ha conseguito il Master in Diritto Tributario. E' esperto nel campo della pianificazione patrimoniale e della fiscalità internazionale. Si occupa prevalentemente di questioni societarie e controversie in materia di diritto tributario. Il suo campo di attività è la gestione dei patrimoni esteri e l’assistenza nell’ambito delle successioni e del passaggio generazionale.

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