Svelare il tradimento di una donna sposata equivale a diffamazione

Attenzione a raccontare i dettagli di una relazione extraconiugale. Anche se tutto corrisponde al vero, la persona coinvolta potrebbe denunciarvi e avere ragione.

Una recente sentenza della Cassazione (7856/2018) in materia ha fatto molto discutere: secondo i giudici, svelare il tradimento di una donna sposata costituisce implicitamente reato di diffamazione.

 

 Il caso di specie

Una donna, venuta a conoscenza del pettegolezzo diffusosi nella sua comunità, a seguito dei racconti dell’ex amante, ha denunciato l’uomo, chiedendo un risarcimento danni per aver leso la sua immagine come donna e madre.

Nonostante l’uomo avesse le prove video della realtà dei fatti divulgata a terzi, la Cassazione ha ritenuto vi fossero gli estremi per configurare il reato di diffamazione, dando così ragione alla donna.

 

Le motivazioni della sentenza

Si tratta di una sentenza storica, destinata a fare giurisprudenza, in quanto il racconto di una realtà comprovata diventa la causa di una condanna, già espressa in primo e secondo grado.

Aver reso pubblica la relazione è stato valutato come atto “intrinsecamente offensivo” della reputazione, in quanto contrario ai “canoni etici condivisi dalla generalità e al dovere di fedeltà derivante dal matrimonio”.

Se il tradimento è qualcosa di deplorevole e contrario ai valori collettivi, raccontarlo equivale a diffamazione.

Avv. Edoardo Tamagnone

L'Avv. Edoardo Tamagnone è specializzato in Scienze Internazionali e Diplomatiche e ha conseguito il Master in Diritto Tributario. E' esperto nel campo della pianificazione patrimoniale e della fiscalità internazionale. Si occupa prevalentemente di questioni societarie e controversie in materia di diritto tributario. Il suo campo di attività è la gestione dei patrimoni esteri e l’assistenza nell’ambito delle successioni e del passaggio generazionale.

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